lunedì 27 ottobre 2014

Comunicato stampa del 26/10/2014

Si è svolto, nella giornata di ieri, presso la sede di A testa alta, il primo di una serie di incontri tra il Comitato e le realtà associative di Licata.

Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti dell'Associazione Archeologica Finziade, della Lega Navale Italiana, del Centro Italiano Femminile, dell'Associazione Archeologica Licatese, del Comitato No Triv di Palma, esponenti della marineria di Licata e singoli cittadini, oltre a diversi soci di Federconsumatori e di A testa alta, associazioni, queste ultime, già aderenti al Comitato No Triv di Licata.

Nel corso della discussione è emersa la generale volontà di avviare una campagna congiunta e capillare di sensibilizzazione della popolazione sui rischi derivanti dalla realizzazione del progetto Offshore Ibleo e di tutte le attività di ricerca, prospezione e coltivazione, finalizzate allo sfruttamento delle fonti fossili nel Canale di Sicilia.

I presenti hanno manifestato la necessità di una ferma opposizione alle trivellazioni, sia per gli effetti nefasti che queste avrebbero sull'economia locale, sia per le modalità attraverso le quali la politica nazionale e regionale ha imposto le proprie scelte, mortificando le prospettive di sviluppo del territorio.

Alla controffensiva mediatica dei petrolieri che, con promesse illusorie di futuri nuovi posti di lavoro, tentano come al solito di comprare l'assenso dell'opinione pubblica, si è deciso di rispondere con iniziative di forte impatto con il coinvolgimento generalizzato dei cittadini e dei movimenti territoriali di tutta la costa meridionale della Sicilia.

E' stato quindi concordato di fissare la prossima assemblea popolare per la mattina di sabato 15 novembre alle ore 10, presso il nuovo mercato ittico della banchina di Marianello.

In vista di tale appuntamento, il Comitato continuerà l'attività di informazione già avviata, organizzando incontri di approfondimento con le associazioni e le organizzazioni del territorio.

mercoledì 22 ottobre 2014

Politici, sindacati e affaristi: come fare i conti senza l'oste

Ancora una volta politici e sindacati padronali uniti contro le popolazioni, vogliono affossare le legittime aspettative di autoderminazione dei territori.

Nel loro disegno, l'ENI non è controparte, ma socio d'affari: dietro il solito gioco delle parti si cela l'accordo per la svendita del territorio attraverso il ricatto occupazionale. Le dichiarazioni del segretario nazionale dell’UGL Chimici, Luigi Ulgiati, al termine del tavolo di ieri al Ministero dell Sviluppo Economico sul futuro della raffineria di Gela, sono assai significative.

“I punti principali su cui lavorare riguarderanno la salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto, la riqualificazione dell’area industriale di Gela e del territorio, il sostegno ambientale, la verifica dell’orientamento del piano Eni alla Green Refinery, e l’accelerazione dei processi autorizzativi sulle attivita’ di upstream e downstream”
Al di là delle chiacchiere, la promessa del mantenimento dei livelli occupazionali consentirà a ENI di continuare a dettare legge e a stabilire gli indirizzi e le (false) prospettive di sviluppo per i territori.

Ma stavolta non possono e non devono passarla liscia. 
Il livello di mobilitazione sta crescendo in tutta la Sicilia, e queste "accelerazioni", che seguono le "compassionevoli" prese di posizione di ENI (leggi qui), danno il senso di una preoccupazione sempre maggiore, da parte della di politicanti e affaristi, nei confronti di un movimento che è in prepotente fase di sviluppo.


Fonte: http://www.siciliainformazioni.com/130930/eni-roma-garanzie-crocetta-sicilia-salvi-i-posti

martedì 21 ottobre 2014

Le bugie dei petrolieri


Come mentire per farsi autorizzare prospezioni sismiche oggi, e trivellazioni domani, in una delle aree più ricche di vita del Mediterraneo.

Qualcuno ha deciso che le trivelle sono il futuro del nostro mare: dobbiamo estrarre fino all'ultima goccia di idrocarburi. Secondo le stime del Ministero dello Sviluppo Economico si tratta di poca roba, qualche mese dei nostri consumi nazionali, ma per qualcuno ne vale la pena: un regime fiscale favorevole alle imprese prevede, infatti, royalties tra le più basse al mondo.
 
Così facendo verrà rallentata però quella "rivoluzione energetica" di cui abbiamo disperatamente bisogno per salvare il clima del Pianeta (e i nostri figli da cataclismi che faranno impallidire il ricordo di quello che, purtroppo, sta già succedendo) e il nostro Paese dal collasso economico. La rivoluzione energetica è necessaria per rilanciare economia e occupazione: sviluppo, in altre parole, ma non nella direzione che piace ai padroni del petrolio. Che per grattare il fondo del barile sono disposti a tutto.

Ecco, in questo briefing, un piccolissimo esempio delle bugie che raccontano.

lunedì 20 ottobre 2014

Comunicato stampa del 20/10/2014

Al fine di rappresentare alla cittadinanza tutta lo stato della lotta contro le trivellazioni e favorire ancora un maggiore coinvolgimento della popolazione, preannunciamo la convocazione a breve di un'assemblea pubblica, nella data e nel luogo che verranno comunicati successivamente.

In preparazione dell'assemblea, dando seguito agli impegni presi nel corso dell'incontro tenutosi sulla Rainbow Warrior, rinnoviamo la nostra disponibilità a partecipare a incontri presso le sedi di associazioni e comitati che ne faranno richiesta, per sviluppare il tema e fornire maggiori dettagli sul problema.

Prendiamo atto, intanto, che le iniziative messe in campo in questi mesi, fino al coinvolgimento diretto di Greenpeace (che, come noto, ha fatto visita alla nostra città attraverso la sua nave ammiraglia), hanno prodotto un interesse diffuso sull'argomento delle trivellazioni nel Canale di Sicilia e che, come da noi auspicato, diverse soggettività associative e politiche hanno finalmente iniziato a discutere del problema.

Ribadiamo la ferma convinzione che la popolazione di Licata, nelle sue diverse componenti, sia perfettamente in grado di autodeterminarsi. L'unica via per riuscire a vincere la battaglia contro ENI e i petrolieri, infatti, è quella dell'assunzione diretta di responsabilità da parte dei cittadini e del conseguente rifiuto della delega a quei politici, leader e capipopolo di vario genere che si autocandidano a rappresentarli.

Riteniamo, infine, che le forze politiche che si dichiarano sensibili al problema non debbano limitarsi a passerelle e convegni di circostanza ma essere conseguenti e agire, per quanto di loro competenza, opponendosi a TUTTI i progetti di svendita del territorio e del mare nei modi opportuni e nelle adatte sedi istituzionali.

mercoledì 15 ottobre 2014

Comunicato stampa del 15/10/2014

Alle prime luci del giorno alcuni pescatori  della marineria di Licata, con le proprie imbarcazioni hanno raggiunto e portato il loro “saluto” alla piattafoma petrolifera “Prezioso”, occupata dall'alba di ieri dagli attivisti della Rainbow Warrior di Greenpeace, per portare solidarietà e sostegno all'azione in corso.

L'iniziativa dei pescatori licatesi apre una prospettiva di lotta che ha pochi precedenti nella storia recente della nostra città: il popolo di Licata, attraverso la sua categoria più rappresentativa, è parte attiva in un conflitto aperto contro sciagurate scelte economiche e ambientali operate dall'alto che, com'è ormai prassi, vengono prese castrando ogni legittima aspettativa di sviluppo delle comunità locali.
E c'è molto di più: per una volta, forse la prima dopo tantissimo tempo, la marineria si presenta compatta, determinata e consapevole della propria capacità di azione, e in grado di operare scelte senza la mediazione e il benestare dei caporaletti inviati dai politicanti al solo scopo di dividere e imperare.
Senza mezzi termini occorre dire che nei confronti di Greenpeace e della Rainbow Warrior avremo per sempre un debito di riconoscenza: al di là della portata del messaggio, per la spinta propulsiva che sono stati in grado di dare e, in ultima analisi, per la capacità di far deflagare un'opposizione convinta e radicale ai progetti di trivellazione.

Tutto quello che è avvenuto in questi ultimi intensissimi giorni, ci rende ancora più convinti di aver intrapreso fin da subito la strada giusta, l'unica percorribile: non accettare alcuna mediazione politica a livello istituzionale e costruire una lotta di resistenza e difesa del territorio dal basso, coinvolgendo e animando la popolazione.

La Sicilia, lo sappiamo, è una terra ricca anche di risorse minerarie,  la cui estrazione comporta sempre la genesi di disastri ambientali di dimensioni incalcolabili, con conseguenze devastanti sulla salute dei cittadini.

In Sicilia già esistono diversi impianti estrattivi e centrali di raffinamento, quali quelle di Milazzo, Priolo e Gela. Centrali che hanno distrutto l'ambiente circostante e che appestano i territori con il loro fetore industriale. Centri di produzione che hanno avvelenato le risorse naturali e che hanno avuto conseguenze devastanti sulla salute delle persone che vi vivono vicine.

In questo scenario orrendo, il duo Renzi-Crocetta, ha pensato bene di incrementare le estrazioni petrolifere e di gas a largo delle coste siciliane, dando vita, insieme alla mortale ENI, al progetto “Offshore Ibleo”.

Il segnale dei pescatori licatesi è uno ed è chiaro: basta allo scempio perpetrato in nostro danno. Licata e la Sicilia dicono basta ad attività economiche che generano lucro per poco e disastri per molti. Basta alle bugie.

giovedì 28 agosto 2014

Comunicato stampa del 28/08/2014

Il Comitato No Triv di Licata continua a tenere alto il livello di attenzione sulla vertenza che lo vede presente e attivo in prima linea contro le trivellazioni e, nell’informare i cittadini circa gli ultimi sviluppi, intende far chiarezza in merito ad alcuni punti cruciali relativi al progetto Offshore Ibleo e all’atteggiamento tenuto dai vari soggetti coinvolti nella vicenda.

Il Comune di Licata è a conoscenza da tempo dell’avvio della procedura di valutazione di impatto ambientale e tale circostanza è provata chiaramente dall’avviso pubblicato su “La Repubblica” e “Il Giornale di Sicilia” del 30 aprile 2013 dove si dichiara che “il progetto definitivo, lo studio di impatto ambientale e la sintesi non tecnica sono depositati per la pubblica consultazione presso […] il Comune di Licata”.

Con il D.M. 149 del 27/05/2014, il Ministero dell’Ambiente ha decretato la compatibilità ambientale, con prescrizioni, relativamente al progetto “Offshore Ibleo – Campi Gas Argo e Cassiopea” collegato all’istanza di concessione di coltivazione di gas metano “d3G.C-AG”, presentata da ENI Spa. Tale provvedimento è stato, come previsto dalla legge, trasmesso per opportuna conoscenza al Comune di Licata.

Greenpeace, che già nel 2012 aveva avviato la campagna “U mari un si spirtusa” con un tour in Sicilia per denunciare il pericolo derivante dalle attività di perforazione nel Mediterraneo, nel corso di un convegno a Palermo, giorno 5 luglio scorso, nell’ambito dell’iniziativa “Non è un paese per fossili”, ha lanciato un appello ai Comuni a unirsi al ricorso che la stessa associazione stava presentando al TAR, al fine di bloccare l’avvio del progetto delle trivellazioni nel Canale di Sicilia, appello che è stato accolto dall’ANCI Sicilia che, per voce del suo presidente, Leoluca Orlando, ha invitato le amministrazioni direttamente interessate, Licata in primis, ad aderire all’iniziativa legale.

L’Amministrazione uscente, evidentemente, non ha ritenuto la questione sufficientemente importante e solo a fine luglio scorso, quando ormai i tempi tecnici per la presentazione di un proprio autonomo ricorso erano ormai divenuti impossibili da rispettare, dopo le insistenti sollecitazioni dei cittadini, con Federconsumatori in testa, ha espresso una posizione di assenso ”verbale” all’iniziativa di Greenpeace.

La vicenda, almeno dal punto di vista mediatico, è tornata nel dimenticatoio, complici le vicissitudini politico/giudiziarie che hanno portato alle dimissioni del sindaco e i relativi strascichi. 

Solo a seguito delle proteste del Comitato, che lamentava l’assenza di azioni concrete da parte del Comune, il vicesindaco Cambiano dichiarava che quanto sostenuto dal Comitato non corrispondesse al vero. Secondo Cambiano, infatti, l’Amministrazione con la delibera di giunta 136 del 11 agosto c.a. avrebbe mantenuto gli impegni con i cittadini, aderendo alla campagna di Greenpeace.

Il Comitato ha immediatamente preso atto di quanto dichiarato, verificando però che nella delibera di cui sopra non veniva predisposta alcuna iniziativa legale. Né, sul sito internet istituzionale, sono presenti ulteriori atti che certifichino la presentazione del ricorso al TAR. Da un punto di vista sostanziale, dunque, al di là della “richiesta di intervento” inoltrata al Governo nazionale, che di fatto è un’adesione di principio senza alcuna conseguenza pratica, nessuna iniziativa legale è stata intrapresa, in contrasto sia con quanto espressamente richiesto da Greenpeace, che con il pressante invito rivolto all’Amministrazione comunale dall’ANCI Sicilia.

Nel corso dell’assemblea pubblica del Comitato, svoltasi giorno 22 in piazza Sant’Angelo è intervenuto, a titolo personale, il Presidente del Consiglio Comunale, Saverio Platamone, il quale, sollecitato dai cittadini, si è personalmente impegnato a fare chiarezza sulla vicenda e a incontrare il Commissario straordinario del Comune di Licata, dott. Cartabellotta, per l’adozione immediata del ricorso amministrativo avverso il Decreto di autorizzazione della VIA relativo alle progetto Offshore Ibleo.
Da subito l’assemblea si è mostrata ferma nel ribadire che le istituzioni debbano adottare in prima facie tutti gli accorgimenti e gli strumenti a loro concessi per bloccare la realizzazione di un progetto assolutamente inutile e dannoso per la nostra comunità. Nello specifico, l’assemblea ha palesato il proprio fermo interesse a voler verificare che l’iniziativa istituzionale venga adottata in tempi brevi e portata a conclusione senza essere ulteriormente procrastinata.

Nella giornata del 26, l’incontro si è effettivamente svolto, e il presidente Platamone, contattato dal Comitato, ha comunicato l’esito del confronto con il dott. Cartabellotta, specificando che la vicenda del ricorso dovrebbe risolversi in senso positivo attraverso due ulteriori passaggi formali: la votazione in Consiglio comunale, martedì prossimo, della proposta di adesione al ricorso legale proposto da Greenpeace e la successiva presa d’atto del Commissario, nella giornata di mercoledì, con il seguito di competenza per il conferimento d’incarico al legale designato.

La questione delle trivellazioni nel nostro mare sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti, dal momento che oltre al progetto Offshore Ibleo, è stato avviato l’iter autorizzativo per ulteriori attività di perforazione ai fini esplorativi e di produzione.

In data 2 luglio, è stata pubblicata, infatti, la comunicazione dell’avvio della procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale del pozzo esplorativo “Lince 1” nell’ambito del permesso di ricerca “G.R13.AG” presentato da ENI Spa. Lo scopo è quello di individuare in mare nuovi giacimenti di gas potenzialmente sfruttabili. Per tale attività sono previsti: il posizionamento dell’impianto di perforazione e la perforazione del pozzo esplorativo “Lince 1” a 13 miglia nautiche di distanza, cioè a 24 chilometri a sud della costa di Licata ed eventuali prove di produzione.

Come se non bastasse, in data 30 luglio, è stata pubblicata la comunicazione dell’avvio della procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale del progetto “intervento d’indagine geofisica 3D regionale nell’area dell’istanza di permesso di prospezione in mare denominata d1 G.P.-SC” presentato dalla società Schlumberger italiana Spa. Il progetto ricade nella zona marina G il cui lato più vicino alla costa siciliana ricade a 28 miglia nautiche da Licata. 

In entrambi i casi, come da norma di legge, i progetti, gli studi d’impatto ambientale e le sintesi non tecniche sono stati depositati presso il Comune di Licata, peccato che da Palazzo di Città non si sia levata una sola voce per denunciare quanto stava e sta accadendo.

Il Comitato nell’evidenziare ancora una volta la grave minaccia rappresentata dalle trivellazioni per il mare e quindi per l’economia del nostro territorio, denuncia con forza sia l’atteggiamento di asservimento della classe politica nazionale e regionale agli interessi dei petrolieri, sia il silenzio complice, con alcune sporadiche eccezioni, della politica locale.

Il Comitato ritiene, in questa fase, di fondamentale importanza le determinazioni del Consiglio Comunale in merito ai progetti di perforazione autorizzati e in fase di autorizzazione, e ribadisce il diritto a mettere in atto ogni utile iniziativa di lotta volta a tutelare l’ambiente e a garantire un futuro alla nostra comunità. 

Con l’occasione, si invitano i cittadini a visitare la pagina facebook “NoTriv Licata”e ad aderire al comitato inviando un messaggio di posta elettronica all’indirizzo notrivlicata@gmail.com

Licata 28/08/2014

giovedì 21 agosto 2014

Comunicato stampa 21/08/2014

Domenica 17 Agosto sono stati collocati sul ponte di via Mazzini alcuni striscioni per contestare il progetto denominato Offshore Ibleo con il quale l’ENI intende realizzare dei pozzi di coltivazione di gas e di esplorazione petrolifera a pochi chilometri a largo dalla costa di Licata.

La presenza stabile delle trivelle avrebbe effetti devastanti sull’ambiente e sulla già disastrata economia della nostra città, incidendo primariamente su settori trainanti quali pesca e turismo.

Il Comitato, che non si riconosce in alcuna aggregazione partitica, si pone come obiettivo quello di porre in essere ogni attività per contrastare e, infine, impedire la realizzazione di queste opere inutili e dannose.

Il Comitato ritiene inaccettabile che il futuro della nostra comunità sia determinato dalla volontà della multinazionale ENI con la connivenza delle istituzioni nazionali e regionali e, pertanto, intende opporsi alle trivellazioni attraverso azioni dirette di contrasto senza alcun livello di mediazione politica.

Il Comitato, nel prendere atto delle (tardive) dichiarazioni rilasciate dagli esponenti dell’Amministrazione comunale uscente in merito all’adesione al ricorso presentato da Greenpeace, ritiene che l’importanza della vicenda avrebbe meritato ben altra attenzione da parte della Giunta e del Consiglio comunale.

Nel sottolineare l’estrema gravità della situazione e la necessità di agire con immediatezza, il Comitato INVITA TUTTI I CITTADINI a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà venerdì 22 agosto alle ore 18 in piazza Sant’Angelo.

Licata 21/08/2014